Giornata Nazionale del Jack Russell

Per la giornata nazionale del Jack Russell Terrier non potevo che dedicare un articolo al mio adorato cagnolino, un tenerissimo esemplare appunto, di Jack.

Prima di proseguire con la lettura però, ti avviso :

Non leggere questo articolo se hai voglia di prendere un cane.

Non leggere questo articolo soprattutto se il cane in questione è proprio un Jack Russell Terrier.

Vi racconterò di come la mia vita è cambiata dopo aver preso un Jack Russell, ma prima vi do qualche informazione in merito a questa simpaticissima razza.

Cane di taglia piccola, ma dal grande ego, il Jack è un quattro zampe che non si stanca mai.

Provate a lanciargli un pallina lui è capace di riportarvela per duecento volte di fila!

Si adatta facilmente alla vita di appartamento, ma ha bisogno di scaricare lo stress correndo e giocando.

Il Jack Russell rientra nella categoria dei Terrier e per questo è un cane da caccia. Provate a nascondere un calzino, il jack lo fiuterà a tre kilometri di distanza!

Caratteristica fisica è il loro manto bianco con macchie marroni e/o nere. Il pelo può essere liscio o ruvido, anche detto “broken”. Caratteristica distintiva di questa razza è la loro agilità, sono capaci di saltare come delle vere e proprie molle.

Dopo questa breve descrizione vi presento il mio Brian, un Jack bianco con macchie tricolore dal pelo liscio che quattro anni fa ha rapito il mio cuore, ma che ogni giorno mette a dura prova i miei nervi.

Identikit del mio Jack Russell Terrier:

Nome: Brian Abbatecola, ma conosciuto da tutti come Lucifero, Satana, Demonio … o semplicemente come lo chiama mia cugina “Milo”, il cane di “The Mask”, con la differenza che il mio amico a quattro zampe è un folle già di suo senza la “maschera” del film.

Età: 4 anni (umani) che da quanto ne so io equivalgono a 32 anni canini.

Segni particolari: giocatore seriale di nascondino con i calzini, aggressore di aspirapolvere e contraccettivo naturale per gli umani (non esiste che venga escluso da coccole e carezze).

La sua descrizione dice tutto (o quasi).

Decisi di prendere Brian perché sin da piccola mi è sempre stato negato di avere un cane, fino a che un pomeriggio del 2016, (avevo già ventiquattro anni) lavoravo in un bar della mia città e sentii dire che c’era una cucciolata il cui proprietario stava regalando perché non poteva tenere tutti i cuccioli.

Mi dissi che sarebbe stata un’ottima idea presentarmi a casa con un batuffolo di meno di due kili, nessuno avrebbe posto obiezione dinanzi tanta dolcezza, e avevo ragione.

Mi armai di coraggio e incoscienza e portai il mio cagnolino a casa. All’epoca vivevo ancora con i miei genitori, ricordo quando mia madre mi aprii la porta e mi vide con Brian tra le mani. Rimase di stucco.

Non seppe dirmi di no.

Passò da:”ti caccio di casa prima a te e poi al cane” a “ma Brian sta mangiando? È sciupato” con tanto di biscotto di contrabbando non appena giravo lo sguardo.

Impossibile non innamorarsi del mio adorabile cagnolino. Impossibile però, da gestire.

I primi mesi di convivenza con Brian sono stati i peggiori per certi aspetti. Il mio piccolo mi è stato dato a quaranta giorni di vita, cosa molto sconsigliata in quanto i cuccioli sono ancora nella fase di socializzazione, hanno ancora bisogno di passare del tempo con la madre che, con i giusti insegnamenti gli trasmette le regole comportamentali adatte alla vita.

Il mio Brian infatti, mordeva in continuazione, di notte piangeva e di giorno dormiva (un po’ come i bambini neonati) faceva i bisogni ovunque e voleva sempre stare in braccio.

Quando mia madre prendeva la busta delle crocchette per riempirgli la ciotola, lui dall’altra stanza della casa riusciva a sentire il rumore ed ero costretta a mantenerlo per impedirgli di divorare l’intera busta.

Intanto cresceva e con lui aumentavano i danni in casa.

Tende, materassi, scrivania, sedie e perfino il muro erano stati distrutti.

Dopo varie disavventure, di cui un ricovero in una clinica per disintossicazione (aveva ingurgitato una pillola anticoagulante di mio padre, secondo i medici) sono riuscita a tranquillizzarlo anche se…

Ultimamente nel palazzo è arrivata una cagnolina che ha fatto breccia nel cuore di Brian solo passeggiando per le scale.

Avete presente l’amore platonico di Dante per Beatrice? A Brian è bastato solo il suo odore per perdere la testa!

L’aspetta accovacciato vicino la porta e quando passa inizia a grattare incessantemente per chiamarla.

La cagnolina piange disperata.

Sono i Romeo e Giulietta del 2020, un amore tormentato che non potrà mai essere consumato.

A casa io e mio marito abbiamo bandito coperte, tappeti, cuscini e copridivano per evitare di trasformare il soggiorno in un set di film porno da cani nel quale Brian avrebbe sodomizzato qualcosa.

Se non fosse per questo amore negato c’è da dire che rispetto i primi anni d vita adesso è più docile.

Grande aiuto mi è stato dato dal Dog Asilo dove ha incominciato a socializzare con gli altri cani e ha gestito la sua ansia. Il “Ba Ba Dog Center” ha davvero fatto un ottimo lavoro con Brian, è a loro che mi affido anche quando vado in viaggio per lasciarlo sempre in mani sicure.

Anna, la proprietaria è dolcissima e molto pratica.

Il dog center si trova a Sant’Anastasia, se avete un cane non potete non portarlo lì!

Nonostante i suoi mille difetti e la sua possessività non potrei mai fare a meno del mio cane.

Dedicargli un post è davvero niente in confronto all’affetto che mi regala anche solo con una “leccata”.

Scherzi a parte, se davvero avete intenzione di prendere un cane fatelo, soprattutto, adottatelo, non compratelo! Alimentereste solo un circolo vizioso che non finirà mai e porterà quasi sempre alla morte di un povero cane. La maggior parte dei cuccioli che arriva nei negozi di animali viene infatti dall’Europa dell’Est, se non da più lontano.

Le condizioni igieniche in cui sono trasportati sono pessime. Alcuni vengono stroncati da malattie come il Cimurro o la Gastroenterite .

Io prendendo Brian non sapevo minimamente a cosa andassi incontro, ma prendendolo con me ho evitato che finisse in strada, o peggio.

Della giornata nazionale del Jack Russell Terrier posso dirvi che a casa mia è sempre il suo giorno!

La razza di Brian è molto impegnativa e giocherellona, se vi aspettate la stessa pacatezza di un maltese, evitate!

Ricordate soprattutto: Il Jack Russell non riposa, si ricarica!


4 risposte a "Giornata Nazionale del Jack Russell"

  1. Che bell’articolo! Sincero, come dovrebbe essere un articolo sui cani. Non sono d’accorso quando dici “Non leggere questo articolo se hai voglia di prendere un cane”. Sono proprio questi gli articoli che dovrebbe leggere chi vuole prendere un cane, per sapere a cosa va incontro, perché un cane si lega tantissimo al padrone e una volta che ce l’hai non puoi ignorarlo, devi prendertene cura e amarlo qualsiasi sia il suo temperamento, più tranquillo o più… vivace!
    Io ho avuto due cagnoline finché sono stata in famiglia, e non potevano essere più diverse tra loro. Anche i cani hanno il loro carattere, come le persone. Per i cuccioli di razza, in parte (ma non del tutto) si può prevedere come diventeranno crescendo, perché la razza stessa determina alcune caratteristiche non solo fisiche ma anche comportamentali; ma con i cuccioli meticci è una completa sorpresa, e bisogna essere pronti a tutto, sia per quanto riguarda la stazza che raggiungeranno, sia per il carattere! Per la cronaca, io ho avuto prima una cagnolina meticcia e poi una barboncina nana.
    P.S. Comunque hai mai pensato alla sterilizzazione? Potrebbe aiutare a mitigare alcune esuberanze del tuo Brian, magari parlane col veterinario o con la proprietaria del doc asilo!

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    1. Ciao ti ringrazio per il commento! Ero ironica all’inizio dell’articolo… comunque sono d’accordo sul fare aprire gli occhi a chi pensa che un cane sia un giocattolo! Si ci ho pensato, mio marito però non vuole. Sogna di poterlo far “divertire” un po’… (ahhh…. gli uomini) proverò a lavorarci su per convincerlo! Grazie davvero! Sono passata sul tuo blog .. complimenti 🤗

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